01/03/2008

hang the dj

 

sarà la permanenza caraibica, sarà il predominio del tango nelle mie serate libere, sarà che a forza di declinare gli inviti dopo un po’ la gente si stufa a invitarmi, di fatto sono mesi che non vado a una festa a milano (per festa intendo luogo affollato in cui si servano alcolici a persone adulte, ché invece di quelle a base di succhi di frutta e panini con nutella posso vantarne a decine). comunque, succede che mi invitino a una festa. io sulle prime dico come sempre di no. poi dico che devo vedere. poi realizzo che la festa cade in una sera in cui nina dorme dal papà e penso che in fondo potrei anche. insomma, alle undici e mezza di sera mi scrollo dalla schiena la pigrizia e decido di andare.

la festa è una tipica festa milanese in un tipico posto da festa milanese: una via di mezzo tra uno studio fotografico, un atelier di sa dio cosa e uno “spazio polifunzionale” (cit.) gestito da trentacinque-quarantenni che “si occupano di progetti di vario tipo” (cit.). il posto si affaccia su un cortile interno dove staziona un sacco di gente perché dentro non si può fumare. anche dentro staziona un sacco di gente, perché non si può fumare ma in compenso si può bere. io sto un po’ in cortile, chiacchiero e fumo un paio di sigarette. poi sto un po’ dentro, chiacchiero e mi preparo un paio di martini rosso con ghiaccio. poi scendo, perché il posto ha anche una specie di zona sotterranea - grande, buia e piastrellata - dove si balla: mixer professionale, casse abnormi e una folla di trentacinque-quarantenni che si sbatte di qua e di là.

il dj è un mio amico, nonché quello che mi ha invitata, e come a ogni festa che si rispetti è vessato dalle richieste: rock, rock, metti qualcosa di più rock! che palle tutto ‘sto rock, non hai un po’ di funky? ma cos’è questa roba? vedi che non balla nessuno? ti do io un cd di house che ho portato da berlino.

il dj, dopo mezz’ora di bruschi cambiamenti di rotta e smanettamenti sul suo portatile da mille milioni di giga, non ne può più. fa un respiro profondo, scrocchia le dita delle mani (forse anche quelle dei piedi) e fa partire il colpo basso: l’operazione nostalgia.

l’operazione nostalgia è l’àncora di salvezza di ogni dj che debba far ballare una torma di trentacinque-quarantenni. si tratta di una scaletta di brani abilmente orchestrata in modo da accompagnare il/la trentacinque-quarantenne in un viaggio à rebours fino ai tempi delle feste del liceo. praticamente una sorta di effetto madeleinette, però sudato.

come era logico aspettarsi l’operazione nostalgia funziona fin dal primo affondo: quando parte you gotta fight for your right to party (beastie boys, 1987) il popolo danzante ruggisce di gioia. io invece capisco che è ora di andare, perché prima o poi arriveranno i clash, e non credo di farcela a vedere per l’ennesima volta un gruppo di trentacinque-quarantenni che pogano su london calling. quindi raccatto il giubbetto, ingollo l’ultimo sorso di martini, faccio ciao con la mano in varie direzioni e infilo le scale che mi riportano in superficie.

l’operazione nostalgia, però, non perdona. sono già a metà rampa quando parte il pezzo di un gruppo (il gruppo) che continua a rappresentare la mia vera e unica [madeleinette], sudata o meno che sia.

vacillo. mi volto. guardo giù. all'improvviso ho diciassette anni, sono a una festa in corso di porta ticinese e sto limonando con uno che mi piace un casino: non so neanche come si chiama ma ha un vespino argento uguale al mio e tanto basta. poi ho un po’ di anni in più e sono in viaggio per parigi dove mi aspetta un altro che mi piace un casino: questa volta non solo so come si chiama ma sono anche convinta che sia l’uomo della mia vita. poi ho ancora un po’ di anni in più – diciamo pure parecchi - e sono affacciata a una finestra: il mio gomito sfiora un altro gomito, e l’altro gomito appartiene a uno che ovviamente mi piace un casino e so come si chiama (ma questo ormai lo diamo per assodato). la novità è che se solo si decidesse a baciarmi potrei finalmente confessare a me stessa che è il primo che amo veramente. (per i curiosi: poi mi ha baciata.)

dopo quattro lunghissimi minuti finalmente il pezzo sfuma. io mi riscuoto, torno nel mio spazio-tempo, mi chiudo il giubbetto in fretta e furia e scappo su verso l’uscita, braccata da una madeleinette mannara che cerca di azzannarmi le caviglie.

 

all’una e un quarto sono sotto casa. salgo, entro, prendo al volo le scarpe da tango che tengo in ingresso per ogni evenienza e mi catapulto nella milonga più vicina.

quando alle tre di notte mi chiudo la porta alle spalle grazie a dio la madeleinette mannara ha mollato la presa da un po’.

 

stamattina mi sveglio. va tutto bene. è tutto sotto controllo.

però poi non ce la faccio a resistere. accendo il computer, apro la cartella musica_per_farsi_del_male_ripensando_al_passato_che_(bastardo)_non_muore_mai e ascolto a raffica [questa], [questa] e pure [quest’altra].

 

maledetto dj.

postato da: mem alle ore 19:50 | Permalink | commenti (18)
Commenti
#1    01 Marzo 2008 - 20:32
 
Capisco... e mai come in questi casi, però, è meglio prevenire che combattere.
besos :)
utente anonimo

#2    01 Marzo 2008 - 20:56
 
noto con disappunto che ti manca questa: http://it.youtube.com/watch?v=S9vn-Na4_eU

e, siccome ho anch'io un invito a una festa tipicamente romana x stasera, lascio il secondo casco a casa e le scarpe da tango me le porto sotto la sella della moto ;-)
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#3    02 Marzo 2008 - 11:27
 
ah, la musica,la musica...
ho quasi 70 anni ma certa musica...insomma le emozioni ci sono sempre e non è male se ci mordono le gambe. non le fugga, la prego.
utente anonimo

#4    02 Marzo 2008 - 12:17
 
sei il mio eroe personale. tu ci balli sopra. sarà che son giorni strani, di cambiamenti e cataclismi... avevo smesso di ascoltare musica. e sto ricominciando a farlo. che mi stia tornando la capacità di pensare?

perec.
utente anonimo

#5    02 Marzo 2008 - 22:25
 
@utente anonimo n°1: sai bene che la prevenzione non è mai stata il mio forte. neanche quella delle rughe. per questo motivo ti investo fin d'ora di una missione: quando a luglio saremo a rosolarci sulla solita spiaggia vulcanica, costringimi a mettere un piffero di filtro solare!

@elsecretario: non mi manca, solo che all'autoflagellazione c'è un limite. quanto alle scarpe da tango, ho deciso di tenerne sempre un paio a bordo. magari poi non le uso, ma vuoi mettere la sicurezza che ti dà un paio di tacchi del 10 nel bauletto posteriore? anche in caso di aggressione, al limite.

@utente anonimo n°2: il problema non è quando mordono, è quando lasciano i segni (che tra l'altro sono antiestetici). ma sono sicura che a quasi 70 anni lo sa bene anche lei. d'altro canto, sono altrettanto sicura che nel suo immane archivio musicale esistono uno o più brani in grado di attenuarli. me li metta su un cd, quando le capita. :)

@perec: in caso di cambiamenti e cataclismi, ballare è l'ultima risorsa prima di iniziare a correre. ;)
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#6    03 Marzo 2008 - 15:49
 
Uffa, adesso hai fatto venire la madeleinette pure a me. Proprio gli Smiths doveva mettere su il dj?
(vabbè che poi a me la madeleinette viene un po' con tutti quelli di quel periodo lì quindi...)
Caroline
utente anonimo

#7    03 Marzo 2008 - 17:15
 
Sei fortunata. Nelle feste dove (sempre più di rado) mi capita di essere invitato, il momento madeleine scatta soltanto con la micidiale sequenza YMCA-Aiuillsurvaiv-Borntubialaiv ecc. ecc. A me viene l'orchite, altro che madeleine.
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#8    03 Marzo 2008 - 23:15
 
@caroline: a me invece l'effetto si scatena solo con gli smiths. di tutti gli altri ho ricordi vaghi, confusi e svincolati da eventi di un qualche rilievo per la mia vita. ma probabilmente dipende dal fatto che - si sa - con l'età la memoria tente ad affievolirsi.

@miic: non ti crucciare. da metà giugno in poi quella micidiale sequenza la ascolterai ancora più di rado. :) ironia a parte: un sacco di felicità a tutti e due.
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#9    04 Marzo 2008 - 09:22
 
wow. quanta saggezza babe!
cima
utente anonimo

#10    04 Marzo 2008 - 11:16
 
bè ma gli smiths sono la quintessenza della malinconia. una volta a Parigi ho visto una mostra sul concetto di Malinconia, e tra un incisione di Durer, un quadro di Magritte, un memento mori rinascimentale, facevano bella mostra di sè fotografie di Morrissey e Ian Curtis
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#11    04 Marzo 2008 - 19:37
 
@cima: resti tra noi, ma è tutto un bluff.
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#12    04 Marzo 2008 - 19:41
 
@kush: ecco. mi hai appena fatto venire in mente che è una vita che non ascolto qualcosa dei joy division. (tra l'altro fuori piove. ed è buio. e fa freddo. se stasera mi impicco, abbimi sulla coscienza.)
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#13    04 Marzo 2008 - 21:29
 
a ciascuna il suo...

http://www.youtube.com/watch?v=TSGD-C1tbjs

http://it.youtube.com/watch?v=S9vn-Na4_eU
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#14    05 Marzo 2008 - 10:03
 
tzè:
http://it.youtube.com/watch?v=EV-ykAlUA3Y
(ma volendo anche
http://it.youtube.com/watch?v=PL5s6C4c3y8).
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#15    06 Marzo 2008 - 15:14
 
mi piace molto come scrivi!
Ciao, Bianca
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#16    07 Marzo 2008 - 11:58
 
mi chiedo, stai mettendo una croce dal lato oscuro della forza?

perec.
utente anonimo

#17    07 Marzo 2008 - 22:12
 
@fiammetta: allora anche questa [http://it.youtube.com/watch?v=9AlH2oYedfk]. da cui il titolo, tra l'altro.

@quelloche: abbimi sulla coscienza anche tu. ma sono sicura che mi ci hai. :)

@bianca: grazie!

@perec: più che una croce, una X. (sì, c'è un sottotesto.)
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#18    09 Marzo 2008 - 07:05
 
perec arriva sempre nei posti in cui le sinapsi sono ben allacciate e dove c'è ossigeno ;)
Mi fa morire che per Marta le canzoni che tu citi, specialmente la tua madeleinette, siano la sua colonna sonora della sua infanzia.
Per ora la sua canzone-magone è Darkest dreaming di David Sylvian
Per me è Intimisto di Giovanni Lindo Ferretti.
utente anonimo

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