11/09/2009

hold on, i’m coming

 

tredici ore passate fuori casa (a inseguire gente che canta per poi schiaffarla su una timeline) e non ho ancora deciso se ha più tenuta la vescica di fausto_the_dog o il mio senso di colpa nei suoi confronti.

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10/09/2009

mica è obbligatorio

 

scrivere qua, voglio dire. soprattutto perché si fa fatica: tocca articolare pensieri, ripescare ricordi, ordire trame, fare collegamenti. e poi censurare il tutto. due palle, insomma. quindi chi me lo fare, mi chiedo. non si sa. ma evidentemente se continuo a girare intorno a questo posto un motivo ci deve pur essere.

quindi stasera (“giusto stasera perché ne ho voglia,” dice lei, “non che poi per forza devo farlo altre volte.”

e il super-io risponde: “ma certo, fai quello che ti senti, cara. lo sai che sono per l’autodeterminazione dell’individuo.” poi ride di nascosto, il bastardo) stasera, dicevo, scrivo.

 

negli ultimi nove mesi nina e io avremmo potuto fare molte cose, ché nove mesi sono tanti, tipo che io avrei addirittura avuto il tempo di sfornare una nina bis (no, non è successo. peccato perché come coup de théâtre non sarebbe stato male).

invece non abbiamo fatto niente se non: lei crescere assurdamente, io giocare a briscola con i soliti amici (es e super-io, sempre loro. a forza di sconfitte e rivincite ‘sto torneo non finirà mai), lei e io insieme scialarci con vacanze lunghissime, dettate un po’ dalle tempistiche malate del mio lavoro un po’ dalla vocazione alla cazzoneria che mi contraddistingue.

e poi (si assegnino i lei, gli io e gli insieme a intuito o a piacere):

* imparare ad andare in bicicletta

* fidanzarsi

* imparare a nuotare

* tagliarsi i capelli

* decidere che non era ancora il caso di fidanzarsi

* sfoggiare denti nuovi di zecca

* leggere molti libri

* scrivere in corsivo

* misurarsi vestiti assurdi

* comprarli anche

* dormire su navi aerei e treni

* pascolare il cane fausto in luoghi e orari anomali

* avere paura del buio, ma poca

* dormire in tenda, però in casa

* indulgere con se stesse

* andare alle feste

* ballare il tango

* parlare lingue insolite

* bere molti aperitivi con le amiche

* fare i biscotti e le crostate

* dire addio qua e là

* mangiare molte noccioline

* innamorarsi di una casa nuova al di fuori della propria portata

* fare spazio nella casa vecchia per cose nuove di cui innamorarsi

* fare i compiti delle vacanze

* impuntarsi

* flirtare

* essere tristi

* essere felici

* voler capire benebenebene come si fanno i bambini

* dare risposte precise a domande precise

* eccetera eccetera eccetera (et voilà la censura di cui parlavo prima).

 

(“be', ripensandoci” dice lei, “non è che in questi nove mesi non abbiamo fatto niente.”

“stavo proprio pensando la stessa cosa” risponde il super-io.

“e il bello” continua lei, ingenua come una capretta di heidi, “è che molte delle voci che ho scritto qui sopra tenderanno a ripetersi in futuro, e che per ognuna potrei raccontare parecchie cose…”

e il super-io, mellifluo: “potresti, certo. anzi, secondo me dovresti proprio.”)

 

ecco. comunque lo sapevo come andava a finire.

sarà almeno la terza volta che mi succede: butto giù due cazzate e ci ricasco.

insomma, mi sa che ricomincerò a passare da queste parti. 

a scrivere, intendo.

non per me o per chi legge, sia chiaro.

per il super-io, che altrimenti mi fa un culo così.

postato da: mem alle ore 02:14 | Permalink | commenti (11)
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