back on the chain gang
che poi, alla fine, diciamocelo: ne vale la pena?
tutta questa faccenda degli inviti, delle password, delle mail “posso leggere?” e delle risposte “sì, no, forse”. insomma, mi ha già stufato. per cosa, poi, perché ho qualche potenziale lettore indesiderato? stasera, davanti a un bicchiere di passito, ho deciso che chi vuole leggere legga e così sia.
ciò detto.
nina e io siamo tornate dall’honduras alla fine di novembre, catapultate in un’inaspettata dimensione natalizia che ci ha colto alla sprovvista. per dire: nina ha chiesto a santa claus di portarle un po’ quello che voleva lui, ché lei non aveva le idee chiare.
sotto un albero allestito sul filo di lana del 25 santa le ha lasciato varie cose, tra cui un microscopio, e io ho capito che sto allevando una novella madame curie. ora posso solo sperare che applichi le sue doti per trovare il rimedio definitivo alle rughe del contorno occhi.
madame curie a un certo punto è partita per parigi. in sua assenza mi sono dedicata ai miei passatempi preferiti (tango, lotta nel fango con i cani, moscato e introspezione, rigorosamente in ordine di importanza). sono andata a fare la revisione annuale dalla mia vecchia analista e l’ho superata. ho cambiato colore di capelli. ho cucinato per gli amici.
poi nina è tornata. abbiamo liquidato dicembre in modo imprevisto e gennaio ci è stato simpatico già dalle prime tre ore. a seguire: abbiamo preso freddo a venezia, scaldato mani e piedi a milano, portato a zonzo nottetempo cuscini e cani, abbandonato momentaneamente la milonga per il cinema, il cinema per il letto, il letto per la neve.
se devo dare una definizione del mio stato d’animo attuale direi: adelante, con juicio.
e se è vero che mai avrei pensato di citare alessandro manzoni (non più di chuck palahniuk, intendo, tanto per dirne un altro che non sopporto, o barbara cartland), è anche vero che le cose cambiano veloci.
ma noi - un po’ lepri, un po’ tartarughe - gli stiamo dietro.


