20/04/2008

syncretic nina #3

 

interno sera – cucina.

entro e trovo tutte e sei le sedie ammucchiate a gambe all’aria contro una parete. nella selva di zampe cromate striscia nina, guardinga come un coguaro.

IO – nina, cosa stai facendo lì in mezzo?

NINA (sottovoce) – shhh, mamma. sono in missione.

IO (sottovoce) – che tipo di missione?

NINA – devo andare a liberare tea che è stata catturata.

IO – tea la sorella di geronimo stilton?

NINA – sì. io sono una spia mandata da bloom, la capa delle winx.

IO – ah, ho capito.

NINA (si guarda intorno con aria circospetta) – puoi andare di là che se no fai troppo rumore e mi trovano?

IO – ok, vado. mi raccomando, stai attenta ai cattivi.

NINA – cattivo. è uno solo.

IO – meglio così.

NINA (con tono da cospiratrice) – però è cattivissimo: è il cardinale!

scopro così che mia figlia conosce le gerarchie ecclesiastiche. non me ne capacito ma ne prendo atto. la sorpresa tuttavia mi porta a riassumere un volume di voce normale.

IO (perplessa) – il... cardinale?

NINA – il cardinale richelieu. se mi prende poi mi fa diventare la sua schiava.

IO – ...

NINA – ...

IO – ...

NINA (abbandonando la parte, un po’ scocciata) – mamma, adesso puoi uscire dalla cucina che mi stai rovinando il gioco?

IO – esco, esco. tu però quando hai finito la missione ricordati di rimettere a posto le sedie.

imbocco il corridoio e mi allontano. dalla cucina la vocetta di nina ci tiene a specificare:

NINA – non sono sedie, mamma, sono mangrovie! ti sembra che robin hood nella foresta di sherwood ha le sedie bianche con le gambe d’argento?

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18/04/2008

how to become nosferatu in 3 steps

 

1 - uscire dalla sala montaggio e attraversare in moto la città deserta

(alle prime luci dell’alba ci siamo giusto io, i camion che raccolgono la spazzatura e qualche solerte giornalaio più mattiniero degli altri. la cosa non mi tocca, ché giornale per me non è più da tempo sinonimo di quotidiano: lo leggo quando capita e in orari eccentrici. del resto faccio tutto in orari eccentrici. colazione alle tre del pomeriggio. lezioni di tango la mattina presto. siesta frazionata in momenti a caso della giornata. la mia vita viaggia su un proprio fuso orario. non assimilabile a quello di alcun posto in culo ai lupi del mondo, perché varia tre volte alla settimana in base alla pazza cadenza di lavoro e riposi)

 

2 - di tanto in tanto accettare un invito a cena da un uomo

(ultimamente ricevo sms in cui nella migliore delle ipotesi mi viene chiesto se sono morta, nella peggiore vengo tacciata di stronzaggine. inutile dire che quando arrivano mi svegliano regolarmente da una delle succitate sieste mettendomi di cattivo umore già prima della lettura. si deduca pure la mia propensione del periodo a intrecciare relazioni di natura sentimental-sessuale)

 

3 - strapparsi da sotto le coperte e andare a votare

(sono di umore sepolcrale. almeno una volta al giorno mi affaccio alla finestra e fumo una sigaretta pensando a come accumulare capitali per far emigrare nina in un altro paese, quando sarà il momento. ah, dimenticavo: naturalmente fuori piove)

postato da: mem alle ore 06:10 | Permalink | commenti
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17/04/2008

oppure: quando non sai più che cosa dire, fatti prestare le parole da qualcun altro

April is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.

(T. S. Eliot, The Waste Land, Boni and Liveright, New York, 1922)

postato da: mem alle ore 00:12 | Permalink | commenti (2)
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17/04/2008

quando non sai più che cosa dire, taci

...

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