previously on nina and me
(the following events took place from 31st december 2007 to 19th january 2008)
alle sette e mezza di sera dell’ultimo giorno del 2007 nina e io sbuchiamo dalla stazione termini dirette a una cena. un’ora dopo io chiacchiero e bevo vino bianco coltivandomi il mal di testa del giorno dopo, nina veleggia da una camera all’altra agghindata come la principessa degli zingari (tulle rosa + fusciacca mediorientale + saffi in testa a mo’ di velo). agnese e leila – che da principessa ha pure il nome – la seguono parimenti abbigliate: sono tutte e tre bellissime. l’anno nuovo ci balza addosso di sorpresa mentre mangiamo un enorme mont blanc. a seguire: le femmine (grandi e piccole, ma soprattutto piccole) guardano dalla finestra i fuochi artificiali, i maschi (grandi e piccoli, ma soprattutto grandi) salgono in terrazza a far scoppiare petardi. a notte fonda, tornando verso la garbatella in una macchina piena di bambini addormentati, penso che le partenze improvvisate sono le migliori.
il giorno dopo si va al mare. cioè, il mare non si vede però è vicino. in compenso c’è il vento e si sentono i gabbiani. a milano pare piova. io prendo il sole, preparo aperitivi e di sera tardi mangio corn flakes al cioccolato leggendo un libro destinato a piacermi molto. nina gioca come un’ossessa con agnese e una se stessa in versione [canina]. il tempo ha un passo diverso. dormiamo un sacco.
poi si torna a roma. con nina mangio zucchero filato in piazza navona. senza nina vado a ballare il tango in via dei serpenti. la mattina della nostra partenza per milano ci aggiriamo per una fattoria dispensando insalata a mucche e maialini e pediniamo un gregge di pecore e agnelli. in treno nina dorme. io leggo. tutte e due puzziamo di campagna.
la befana recapita in viale monza sigarette di cioccolato, carbone e zuccherini di tutti i colori per dare un’illusione di arcobaleno. fuori piove senza sosta. mentre nina è all’asilo ascolto [musica] bella ma sbagliata per il mio umore. talmente sbagliata che dopo tre giorni decido che è già ora di andarsene di nuovo.
anche in liguria piove, ma almeno ci sono il mare, il liquore di prugnolo prodotto da [superabuela] e un concerto di musica meno bella ma giusta per il mio umore. talmente giusta che alle cinque del mattino – dopo svariati tanghi e milonghe - sono in un panificio a mangiare focaccia con i [musicanti]. la location è una surreale nervi deserta. alle cinque e mezza un taxi sfreccia sull’aurelia e porta a dormire me e le mie scarpe da tango.
poche ore dopo, per tener fede a una promessa da mamma, sono con nina davanti a una vasca piena di foche. chiudo gli occhi, li riapro e la vasca è piena di [squali]. chiudo gli occhi, li riapro e gli squali sono diventati pinguini. un battito di ciglia e ho davanti due delfini. quando metto le mani nell’acqua gelata della piscina delle razze mi sveglio definitivamente. nina è felice e stanchissima. io anche. tornando verso bogliasco facciamo di tutto per non addormentarci sul treno e ritrovarci a la spezia.
rientriamo a milano dove, manco a dirlo, piove. nina va all’asilo zompettando nei suoi amati stivali di gomma. io passeggio su e giù per il corridoio braccata da cose che non ho voglia di fare e pensieri che non vorrei avere. il [libro] che mi piace finisce e mi regala un incubo che ricorderò per un po’. poi capisco che il libro non c’entra niente. la mia testa non vuole onorare un anniversario, il mio corpo sì. dopo la seconda notte insonne finalmente testa e corpo si parlano e trovano un accordo. la terza notte dormo e quando mi sveglio nina annuncia che “evviva, mamma, è tornato il sole!” ma che lei, sia chiaro, gli stivali di gomma se li mette lo stesso.
il sole perdura. nina e io facciamo la prima uscita al parco in bicicletta: io pedalo, lei sta in canna e urla “vai più forte, mamma!”. il giorno dopo facciamo la seconda: io pedalo, lei mi tallona con la sua minibici e urla “vai più piano, mamma!”. il giorno dopo ancora, dopo averci pensato un po’ ma non troppo, ci pre-iscriviamo alle elementari che stanno dentro al parco.
il sole sembra voler restare.
oggi tirava quasi aria di primavera.
nina è andata a passare il fine settimana con il papà.
io ho aperto l’armadio e ho decido che stasera, per andare in milonga, mi metterò un vestito rosa a pois.