31/01/2008

- it’s going to be a good show tonight?

- don’t see how.

 

il problema è che gli uomini che conosco mi annoiano.

il motivo è che non reggono il confronto né con [quello] che ho frequentato di recente né con [i due] che ultimamente vedo tutte le notti.

la soluzione non esiste.

a meno che gli uomini che conosco non si trovino dei bravi sceneggiatori.

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30/01/2008

la strategia del gambero

 

e mentre i governi cadono, le giornate si allungano e i pagamenti tardano ad arrivare nina e io ci trasferiamo per un po’ negli anni settanta.

lei ha già una specie di cappotto di velluto mauve con pelo e bottoni rossi che, associato alle all star grigie, la fa sembrare la figlia di un pusher di brooklyn. io mi compro un eskimo blu (il fatto che sia di nolita è di secondaria importanza), do una passata di hennè masria rouge intense ai capelli e cerco di ovviare alla loro ingestibilità con riga in mezzo e uno spillone di legno.

in queste vesti tutti i giorni alle nove fendiamo mano nella mano la nebbiolina di viale monza dirette all’asilo, lei sbocconcellando un panino al latte, io fumando l’ennesima gauloise rossa post-caffè.

mentre nina è all’asilo, da mamma singola disoccupata quale sono al momento, un po’ mi annoio. per ovviare al problema escogito soluzioni sempre diverse. tipo perdere una carta di credito e ritrovarla sotto gli occhi perplessi dell’appuntato di turno a denuncia di smarrimento appena avvenuta. oppure tipo passare un paio di mattinate alla motorizzazione onde far tornare in circolazione la mia moto quattro tempi da troppi mesi abbandonata in cortile.

quando proprio non riesco a procurarmi occupazioni di questa levatura vado al mercato comunale – da mesi diserto i supermercati, che peraltro ho sempre odiato - e compro frutta e verdura di tutti i colori. per cena consulto un ricettario vegetariano e cucino menu monocromatici. arancione: crema di zucca con cannella e torta di carote. verde: polpettine di spinaci e broccoli. giallo: orate con zenzero e limone. arcobaleno: ratatuille. nina, conquistata dalla faccenda, mi nomina “miglior mamma cuoca dell’universo”.

nei giorni feriali vado a prendere nina all’asilo in bicicletta (verde metallizzato, da uomo, niente seggiolino, niente casco), la carico sulla canna e ce ne andiamo al parco. lei diventa un po' [peter pan] un po' [le sue amichette] e organizza finti falò di stelle filanti, io fumo e parlo di 194 con altre mamme riunite in improvvisati gruppi di autocoscienza femminile. nei giorni festivi pattiniamo sul ghiaccio, oppure vaghiamo per ore all’interno del museo di storia naturale facendo foto ai [diorami] e mettendoci [in posa] come gli animali impagliati.

se siamo troppo pigre per uscire guardiamo barbapapà (di rado) o il [muppet show] (sempre). nina lo ha eletto suo enterteinment preferito al mondo e io gliene ho procurato decine di puntate (sì, grazie a una tecnologia che negli anni settanta non esisteva, del resto tutta questa roba è una metafora quindi mica devo essere per forza filologica). al culmine della mania ci capita anche di giocarci, al muppet show: nina è kermit e mi presenta come ospite speciale – nome d’arte lola miss -, singer e ballerina di tango, specializzata nel numero di stendere il bucato cantando canzoni vichinghe.

a volte, tra un bucato e l’altro, mi balocco con l’idea di un viaggio mistico. in quest’atmosfera ci starebbe proprio bene, un viaggio mistico. all’inizio penso a parigi. poi penso a berlino. poi penso alla thailandia. poi penso che il mio viaggio mistico di sempre è [stromboli] e in fondo perché no. poi penso che i pagamenti tardano ad arrivare e dato che sono una mamma singola responsabile lascio perdere.

la sera tardi, quando nina dorme, accendo un bastoncino d’incenso alla vaniglia e lo lascio fumare. per solidarietà fumo anch’io, e intanto leggo.

altrimenti, quando nina dorme però a casa del papà, mi infilo l’eskimo blu, raccatto le scarpe da tango e vado a ballare.

quando rientro, a notte fonda, sistemo sul comodino delle bottiglie molotov mignon da lanciare contro eventuali sogni brutti. quindi scivolo sotto le coperte dicendomi che prima di tornare nel 2008 posso prendere ancora un po’ di tempo.

postato da: mem alle ore 00:06 | Permalink | commenti (8)
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19/01/2008

previously on nina and me


(the following events took place from 31st december 2007 to 19th january 2008)


alle sette e mezza di sera dell’ultimo giorno del 2007 nina e io sbuchiamo dalla stazione termini dirette a una cena. un’ora dopo io chiacchiero e bevo vino bianco coltivandomi il mal di testa del giorno dopo, nina veleggia da una camera all’altra agghindata come la principessa degli zingari (tulle rosa + fusciacca mediorientale + saffi in testa a mo’ di velo). agnese e leila – che da principessa ha pure il nome – la seguono parimenti abbigliate: sono tutte e tre bellissime. l’anno nuovo ci balza addosso di sorpresa mentre mangiamo un enorme mont blanc. a seguire: le femmine (grandi e piccole, ma soprattutto piccole) guardano dalla finestra i fuochi artificiali, i maschi (grandi e piccoli, ma soprattutto grandi) salgono in terrazza a far scoppiare petardi. a notte fonda, tornando verso la garbatella in una macchina piena di bambini addormentati, penso che le partenze improvvisate sono le migliori.

 

il giorno dopo si va al mare. cioè, il mare non si vede però è vicino. in compenso c’è il vento e si sentono i gabbiani. a milano pare piova. io prendo il sole, preparo aperitivi e di sera tardi mangio corn flakes al cioccolato leggendo un libro destinato a piacermi molto. nina gioca come un’ossessa con agnese e una se stessa in versione [canina]. il tempo ha un passo diverso. dormiamo un sacco.

 

poi si torna a roma. con nina mangio zucchero filato in piazza navona. senza nina vado a ballare il tango in via dei serpenti. la mattina della nostra partenza per milano ci aggiriamo per una fattoria dispensando insalata a mucche e maialini e pediniamo un gregge di pecore e agnelli. in treno nina dorme. io leggo. tutte e due puzziamo di campagna.

 

la befana recapita in viale monza sigarette di cioccolato, carbone e zuccherini di tutti i colori per dare un’illusione di arcobaleno. fuori piove senza sosta. mentre nina è all’asilo ascolto [musica] bella ma sbagliata per il mio umore. talmente sbagliata che dopo tre giorni decido che è già ora di andarsene di nuovo.

 

anche in liguria piove, ma almeno ci sono il mare, il liquore di prugnolo prodotto da [superabuela] e un concerto di musica meno bella ma giusta per il mio umore. talmente giusta che alle cinque del mattino – dopo svariati tanghi e milonghe - sono in un panificio a mangiare focaccia con i [musicanti]. la location è una surreale nervi deserta. alle cinque e mezza un taxi sfreccia sull’aurelia e porta a dormire me e le mie scarpe da tango.

 

poche ore dopo, per tener fede a una promessa da mamma, sono con nina davanti a una vasca piena di foche. chiudo gli occhi, li riapro e la vasca è piena di [squali]. chiudo gli occhi, li riapro e gli squali sono diventati pinguini. un battito di ciglia e ho davanti due delfini. quando metto le mani nell’acqua gelata della piscina delle razze mi sveglio definitivamente. nina è felice e stanchissima. io anche. tornando verso bogliasco facciamo di tutto per non addormentarci sul treno e ritrovarci a la spezia.

 

rientriamo a milano dove, manco a dirlo, piove. nina va all’asilo zompettando nei suoi amati stivali di gomma. io passeggio su e giù per il corridoio braccata da cose che non ho voglia di fare e pensieri che non vorrei avere. il [libro] che mi piace finisce e mi regala un incubo che ricorderò per un po’. poi capisco che il libro non c’entra niente. la mia testa non vuole onorare un anniversario, il mio corpo sì. dopo la seconda notte insonne finalmente testa e corpo si parlano e trovano un accordo. la terza notte dormo e quando mi sveglio nina annuncia che “evviva, mamma, è tornato il sole!” ma che lei, sia chiaro, gli stivali di gomma se li mette lo stesso.

 

il sole perdura. nina e io facciamo la prima uscita al parco in bicicletta: io pedalo, lei sta in canna e urla “vai più forte, mamma!”. il giorno dopo facciamo la seconda: io pedalo, lei mi tallona con la sua minibici e urla “vai più piano, mamma!”. il giorno dopo ancora, dopo averci pensato un po’ ma non troppo, ci pre-iscriviamo alle elementari che stanno dentro al parco.

 

il sole sembra voler restare.

oggi tirava quasi aria di primavera.

nina è andata a passare il fine settimana con il papà.

io ho aperto l’armadio e ho decido che stasera, per andare in milonga, mi metterò un vestito rosa a pois.

postato da: mem alle ore 21:47 | Permalink | commenti (14)
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