31/07/2007
holiday tips #1
 
venerdì 6 luglio, ore 21: quando il traghetto della siremar molla gli ormeggi e si allontana dal porto di napoli nina e io stiamo brindando a crodino e salatini. per la prima volta da un po’ di tempo posso dire che sono felice.
 
(certo, c’è questo dettaglio che i salatini + patatine + crackers aromatizzati al qualsiasi cosa di cui abbiamo abusato per tutte le 20 ore di viaggio hanno poi causato a nina un attacco di acetone e a me bruciori di stomaco che manco il dio del maalox plus ha potuto qualcosa, ma chissenefrega, perché...)
 
sabato 7 luglio, ore non pervenute perché il mio cellulare è morto e io mi ostino ad andare in giro senza orologio - ma comunque presto: il succitato traghetto siremar attracca al molo di stromboli.
 
(lo so, ci sono già stata, e allora? a me il vulcano fa bene. anzi, arrivo a dire che il vulcano su di me ha un effetto immediatamente taumaturgico. mi basta vederlo e già mi sento a posto. cioè, se c’è gente che senza il parere dell’astrologa non muove passo, io sarò autorizzata a credere nel vulcano, no? che tra l’altro quanto a dimostrazioni di potenza l’astrologa se la mangia a colazione pucciata nella granita al caffé. quindi sì, a stromboli ci sono già stata: la prima volta ero da sola, la seconda volta no e stavolta ci sono andata con nina. ci sono quelli che nei momenti di svolta della propria vita vanno a lourdes o a san giovanni rotondo, io vado a stromboli. e quando torno ho un’abbronzatura che sfido i pellegrini a procurarsene una appena simile. punto.)
 
il mio uomo alle eolie è sempre lo stesso. come le altre volte aspetta vicino al molo con l’aria di quello che ha bisogno di tornarsene a dormire il più in fretta possibile. quando vede nina però si illumina.
“e questa?” mi fa (così, senza saluti o inutili preamboli: il mio uomo alle eolie è di poche parole).
“questa è nina” gli faccio io (che un po’ sono di poche parole, un po’ sono schiantata dal peso dello zaino e dal calore che emana il sacco a pelo di nina, arrotolato alla bell’e meglio sotto al mio braccio).
“è cresciuta un sacco” mi fa lui.
a me torna il sospetto, mai sopito negli anni, che il mio uomo alle eolie si faccia troppe canne.
“in effetti” gli faccio. “soprattutto considerato che l’ultima volta non esisteva.”
lui sgrana gli occhi. “come non esisteva?”
“beh, l’ultima volta che sono stata qui non...”
“impossibile” mi interrompe. “io l’ho già vista” e mentre lo dice sembra sicuro. ma sicuro sicuro, intendo. “vero che noi due ci conosciamo?” chiede a nina.
nina annuisce e sorride intorno al pollice che sta succhiando.
io faccio per insistere che non è possibile ma lui mi sgancia uno dei suoi rari sorrisi.
“io l’ho già vista, fidati” mi fa, e stavolta sembra sicuro sicuro sicuro. sicurissimo, insomma. al punto da farmi venire il dubbio che non si sia mai fatto una canna in vita sua.
“una faccia così non posso essermela inventata. l’avrò sognata una notte” mi fa. poi si prende una pausa. “si vede che l’ultima volta era nell’aria” conclude.
io ho un ultimo sprazzo di scetticismo da donna del nord. “beh, molto nell’aria” gli faccio con un mezzo sorriso.
“quando si è nell’aria si è nell’aria” mi fa, ed è evidente che l’argomento è chiuso.
io annuisco, un po’ in automatico, ma mentre lo faccio capisco che ha ragione lui.
“comunque bentornata” dice a nina. “ora venite, vi faccio vedere la casa.”
a quel punto nina mi prende la mano e ci incamminiamo verso la nostra prima vacanza da sole.
postato da: mem alle ore 23:13 | Permalink | commenti (5)
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