syncretic nina
interno sera – cucina – nina e io mangiamo gli spaghetti. cioè, io li mangio lei li risucchia uno a uno.
NINA – mamma, oggi sono stata brava?
IO – certo che sei stata brava. a parte quando stamattina non ti volevi vestire e hai fatto tutte quelle scene...
NINA – eh, lo so. però tu lo sai che i vestiti mi danno fastidio.
IO – sì, però tu lo sai che non si può uscire in pigiama. soprattutto se si vuole andare a navigare sui navigli. hai sentito che freddo che faceva?
NINA – sì, faceva freddissimissimo. infatti avevi ragione tu.(ruffiana) tu sai sempre tutto, mamma. ti voglio tanto tanto bene, sei la mamma più brava del mondo.
IO (sciogliendomi nonostante la ruffianeria) – anch’io ti voglio tanto bene, topina.
NINA – però dopo sono stata brava, vero?
IO – certo. e poi a volte anch’io non ho voglia di vestirmi. ma perché me lo chiedi?
NINA – niente, così. (pausa) mamma?
IO – sì?
NINA – ma tu lo sai che quando muori se sei stata cattiva vai all’inferno?
io deglutisco e penso: ci siamo. prima o poi doveva succedere. è arrivato il momento di spiegarle quella faccenda lì della religione. cacchio. e ora che cosa le racconto?
IO (prendendo tempo) – all’inferno?
NINA (con aria saputa) – sìssì, all’inferno.
IO (bevendo un sorso di marzemino) - e chi te l’ha detto?
NINA – la mamma di g. (amichetta del cuore dell’asilo, ndr).
IO (pensando che vorrei strozzare la mamma di g., g. medesima e tutta la loro discendenza) – ah. e come fa a saperlo, la mamma di g.?
NINA – bho. però lei dice che è così. se sei stata cattiva vai all’inferno, se sei stata buona vai in paradiso.
IO – ho capito. be’, sai, le persone credono a tante cose diverse. c’è chi crede che quando si muore si va all’inferno o in paradiso, chi crede che sparisci e basta, chi crede che torni a far parte della natura. io per esempio non ci credo, a questa storia dell’inferno.
NINA – io invece sì.
IO – senti, ma come sarebbe questo inferno?
NINA – eh... è un posto molto brutto tutto pieno fiamme che ti bruciano. e poi... (con fare cospiratorio) ci abitano i diavoli!
IO – oh mamma mia. e chi sono?
NINA (convinta) – degli amici dei vampiri. e anche delle streghe.
IO – brutta gente, quindi.
NINA – sì. infatti è molto meglio andare in paradiso, dove invece ci sono le fatine e i minipony con le ali. solo che per andare in paradiso devi avere un biglietto.
IO – un biglietto?
NINA – sì, tipo quello della metropolitana, se no non ti fanno entrare. si chiama biglietto della bontà e lo vinci se sei stato bravo.
IO – ho capito. anche questo te l’ha detto la mamma di g.?
NINA – ma nooo! queste sono cose che so io! comunque se vai in paradiso e non hai il biglietto le fatine ti mandano giù dai diavoli con un ascensore, tipo quello dell’aereo delle polly pocket.
IO – e poi?
NINA – e poi niente, stai lì e ti bruciacchi tutto insieme ai diavoli, ai vampiri e alle streghe.
IO – non sembra molto divertente.
NINA – no, infatti.
IO – comunque secondo me l’inferno non esiste.
NINA – bho. secondo me sì. però non mi interessa, tanto io sono brava e vado in paradiso.
IO – sono d’accordo. adesso finisci la pasta.
nina ricomincia ad aspirare spaghetti, io mi verso un altro po’ di marzemino e tiro il fiato: forse posso rimandare le questioni a sfondo religioso ancora per un po’.
NINA – mamma?
IO – cosa, topina?
NINA – non mi ricordo più una cosa.
IO – che cosa?
NINA – chi era cristo?
come non detto: stavolta ci siamo davvero.
IO (ingollo il marzemino, mi faccio coraggio e parto) – allora. cristo è un signore che è vissuto un sacco di tempo fa. ma tanto tanto tanto...
NINA – ed è nato a genova.
IO (spiazzata) – a genova?
NINA – sissì, me l’ha detto la nonna.
IO (sempre più spiazzata) – la nonna?
NINA – certo! la casa di cristo è vicina all’acquario.
io annaspo. intanto provo a immaginarmi mia madre che racconta a nina una sua personale versione apocrifa del vangelo in cui la grotta di betlemme è situata sotto alla sopraelevata e al posto del bue e l’asinello ci sono un delfino e una foca.
NINA (incalzante) – ma come, mamma, non lo sai?
IO – ecco, veramente... no, non lo sapevo.
nina scuote la testa, poi agguanta una fetta di salame e mi guarda con riprovazione.
NINA – va be’, fa lo stesso. tanto adesso mi sono ricordata chi era.
IO – ah, bene. e chi era?
NINA – quello che ha scoperto l’america, no? cristo colombo! (pausa) certo mamma che tu sai tutte le cose del freddo e dei vestiti, ma della storia mica tanto, eh...